La persistenza del foro

scritto da Toni mercuri
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Testo: La persistenza del foro
di Toni mercuri

La persistenza del foro

Vuoti di ritorno dalla torre
dei miracoli, cortecce d'ambra 
in trasparenza d'animo e il crepuscolo
del riccio dove incontra una distesa

nel raggio dell'afa di afelio
un arenile siccitoso di nuvole oniriche,
un guarnire barocco tra i cipressi rimossi
in partenze affollate
e la persistenza dell'eco, dell'origine futura 

postero all'ego auto referendario
 il rimbalzo distopico sulle sorti
di Antigone armeggia esposizioni
in corsi d'edera, 
mantiche forensi in sete all'acqua 

al tracimato destinarsi nell'invaso
la cui legittima,  differenzia postumità 
pregresse al desiderio di bene 
del supposto saputo, afferenti
 alle scarpe bucate, al godimento impossibile
del padre convertito in corposuono 
terracqueo dalle cui fonti si riempiono 
le brocche di Afrodite

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Certi vuoti in corrispondenza dei fori
causano attrito, elevazione al quadrato
del barrito cosmogonico.
Certi vuoti sparano anse di angoscia
abissi, forse celestiali nel foro legislativo

che non proibisce, ma implica come
se lo facesse, inducendo altri vuoti 
meno angosciosi, più libertari
e seppure privi di legge, o forse
prprio per questa illusione, attraversano
l'inaudito dai pertugi dell'amore

La persistenza del foro testo di Toni mercuri
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